‘Cucina da incubo’, stasera a Roma

In questa puntata, Chef Cannavacciuolo fa tappa nella capitale, al Ristorante Biologico Roma, nel quartiere Spinaceto, vicino l’Eur. Questo locale è nato circa 4 anni fa da un’idea di Marco, un uomo animato da tanta volontà e tante idee. Marco, infatti, ha un passato da ristoratore ma, poi, nella sua vita si è dedicato ad altro, aprendo un’azienda immobiliare e una di traslochi e, a 41 anni, si è anche laureato in giurisprudenza. Circa 4 anni fa, però, ha deciso di ritornare alle origini e ha accettato una sfida non facile: aprire un ristorante in un quartiere non propriamente centrale di Roma e per di più con un concept particolare: un ristorante biologico. Il primo scoglio da superare è stato far comprendere alla clientela la differenza tra biologico e vegetariano, ma nonostante questo, i primi tempi il ristorante ha registrato un’ottima affluenza. L’eccessivo entusiasmo per i risultati raggiunti, però, ha portato Marco a voler fare sempre di più e a commettere una serie di errori, come non capire che la sua struttura e i suoi collaboratori non potevano reggere un afflusso così sostenuto. Anche i tentativi di differenziare l’offerta si sono rivelati poco utili e hanno portato il ristorante ad allontanarsi sempre più dal concerto bio . L’unico risultato è stato far aumentare il caos in una situazione in cui la disorganizzazione era già regnante e mandare ancor più in confusione i clienti. Marco e il suo staff si impegnano molto per cercare di risollevare le sorti del locale, ma gli sforzi sono vani e la situazione di declino sta demoralizzando e facendo perdere l’entusiasmo a tutti i componenti dello staff, compromettendo anche i rapporti lavorativi. Marco, peraltro, è spesso assente perché impegnato in molte altre attività, delega quasi tutti gli aspetti burocratici al cuoco Giulio, non interviene a dirimere le liti perenni tra sala e cucina e non prende posizione riguardo alle innumerevoli lamentele dei clienti sui tempi d’attesa interminabili. E così facendo, perde autorevolezza agli occhi degli altri dipendenti. C’è poi Giulio, il cuoco, che, nonostante sia giovane, sa il fatto suo e sentirsi il punto di riferimento del locale non gli dispiace. Giulio però non ha alcun potere sul menu, appannaggio esclusivo di Marco, che non esista a cambiarlo spesso e volentieri. Giulio, inoltre, ha un carattere un po’ “fumantino” e perde le staffe quando c’è gente e Marco entra ed esce dalla cucina spargendo ansia e panico ovunque, mettendo fretta e creando confusione. E’ allora che Giulio alza la voce e diventa eccessivamente autoritario e intollerante con tutti, prendendosela soprattutto con Cristina, cameriera insieme a Francesca (dello staff fanno parte anche Banik, il pizzaiolo, e Zuhir, aiuto cuoco). I problemi da risolvere sono tanti, a partire dalla disorganizzazione generale, tanto in sala quanto in cucina e dalla mancanza di comunicazione tra i reparti. I consigli di Chef Cannavacciuolo saranno fondamentali per salvare un ristorante che di biologico ormai non ha più niente.

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